L’ opera più importante di Jacopo Passavanti è “Lo specchio di vera penitenza”, rielaborazione sotto forma di trattato di alcune prediche volgari. Interessanti sono i 48 exempla, narrazioni esemplificative interclate nella discussione a scopo edificante.
L’esempio intitolato “sogno e visione” narra la storia di un prete che commette peccato carnale con una donna. Il giorno dopo il prete celebra la messa e durante la comunione una colomba discende dal cielo, beve il sangue dal calice e mangia l’ostia; lo stesso accade anche durante la seconda e la terza messa. Allora il prete decide di confessarsi da un abate il quale come penitenza gli fa ricelebrare la messa. Il prete obbedisce e durante la comunione ridiscende la colomba che versa il sangue nel calice e pone le ostie sull’altare. Il prete, commosso dal miracolo, decide di diventare monaco.
Un altro esempio molto significativo di Passavanti è "Il carbonaio di Niversa" . Un carbonaio una notte sente delle grida e esce dalla sua casupola a vedere cosa succede; vede un cavaliere che insegue una donna nuda, la accoltella e la getta nella fossa del carbone. Questa scena si ripete anche le notti seguenti. Allora il carbonaio decide di chiamare il conte di Niversa con cui ha un buon rapporto,insieme aspettano tutta sera e verso mezzanotte avviene l'abituale scena. Il conte, con un po’ di coraggio, decide di affrontare il cavaliere e gli chiede perché ogni notte insegue la donna e la getta nella fossa; lui spiega che la donna è la sua amante che in vita lei ha ucciso il marito per potere continuare a peccare. Al momento della morte, vedendoli pentiti, Dio ha inflitto loro la pena temporanea, invece che la pena eterna. Il castigo consiste nel far gettare la dama nel fuoco a causa della passione ardente provata per il cavaliere stesso, secondo la legge del contrappasso.
Questo brano conferma ai lettori che è meglio patire la penitenza sulla terra piuttosto che soffrire per la pena eterna e che chi ha sofferto sulla terra nell'altro mondo verrà premiato.
Questo exemplum verrà ripreso dal Boccaccio nella novella di Nastagio degli Onesti ma in una prospettiva ben diversa.
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